Quando ci si prepara per ottenere la licenza di caccia si devono apprendere molte cose, sugli animali, le armi, le leggi, ma nessuno ti insegna come ci si deve comportare a caccia. Sono poche regole, mai scritte ma che esistono da sempre, e si presume che prima di essere dei cacciatori si è uomini, e perciò intelligenza e buon senso, anche poco, non dovrebbero mancare. Tuttavia, troppe volte succedono situazioni che nulla hanno a che fare con l'etica della caccia. Non sto ad elencare le cose che si devono o non si devono fare, ognuno è padrone di fare ciò che crede, ma certamente chi si comporta nel modo non consono, e da noi ce ne sono e non pochi, sarà giudicato per quello che è e non certamente per quello che crede di essere.
E' ora di finirla:
l'andare a caccia è una passione, e dovrebbe essere così per tutti, un momento di gioia e di svago quando prima dell'alba ti prepari con zaino e fucile in spalla a salire sentieri, attraversare costoni e valli in lungo e in largo alla ricerca della preda. Ma vi sono ancora cacciatori pochi per fortuna, ai quali è sufficiente avere il pieno in auto, si perchè la loro battuta di caccia si svolge lungo la strada, fucile pronto sul sedile o tra le gambe transitano, prima che venga giorno per un paio d'ore, e prima che faccia buio, la val d'Ansiei a 20 km/h sperando di scorgere qualche animale rimasto a pascolare nei prati prima di ritirarsi nel bosco, o che esca prima che faccia buio. Ma che soddisfazione c'è ad appendere un trofeo in soggiorno e dire, questo l'ho preso dalla jeep. L'unico scopo di questi è avere della carne di selvaggina, allora, considerando che si spendono circa 400 euro all'anno sommiamo la benzina, aggiungiamo le levataccie al mattino, compratela, si trova carne di cervo in Austria a meno di 3 euro al kg. e poi siete sicuri che nessuno si infilerà nel vostro letto. L'etica venatoria: la scienza, teoria del dovere, alla quale corrisponde nella pratica la morale, è stata variamente concepita nel corso del tempo. Volendo applicarla alla caccia, viene in primo luogo recepita la comune educazione civica, ovvero la morale che è alla base di ogni rapporto umano. Questa viene quindi integrata, perfezionata, aggiornata sulla scorta delle più recenti conoscenze ed impostazioni con la codifica di norme specifiche più approfondite ed adeguate alla situazione corrente, quindi pure alla realtà sociale del momento. In altre parole l'etica del cacciatore Italiano non sarà la stessa di quello del Cameron! Stabilito quindi che "etica" equivale a comportamento educato, civile, corretto e responsabile, pur riferito all'attività svolta, nell'osservarla ci faremmo soccorrere dal buon senso rispettando il socio che ci precede, se trovi un animale morto, ucciso con fucile, non portarlo via e poi vantarti in paese. (c.s.a.s.) Ospiti. Premesso che poco chiaro mi giunge il motivo di tale favore, dare ad un individuo di altre zone la possibilità di calpestare i nostri territori fucile in mano, ma così deve andare in questi anni dove troppe sono le cose che cambiano senza poter nulla fare, ma io mi sentirei, se dovessi avere il permesso di cacciare in altre riserve, più rispettoso nei confronti dei locali e delle loro abitudini. Vedrei poco corretto salire con la mia auto le loro strade boschive, perchè ho si la licenza di caccia, ma non il permesso di transito, e non andrei dietro le case a sparare ad un piccolo di capriolo e a sua madre pur di riempire il frigo, dato che nemmeno chi ci vive vicino lo fa. Il cacciatore anche se socio è sempre ospite della valle del territorio e da tale dovrebbe comportarsi basterebbe un quoziente d'intelligenza nella media, non serve essere delle cime.
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